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IL CODICE DEI SOGNI

Autore: Roberto Solinas

Ogni uomo trascorre nel sonno circa un terzo della vita. E in ogni sonno dimorano i sogni… Non riconoscerlo, non curarsene, non coglierne i segni e i frutti, significa semplicemente gettare via un terzo di tutta la vita.

Il sogno è un’apologia creativa, un capolavoro della fantasia e dell’espressione. Qui tutto è possibile e naturalmente facile. Qui l’assurdo diventa ovvietà. Il sognatore si annulla, si sdoppia, incontra se stesso, ha un potere e un’estensione illimitata, non è soggetto a spazio e tempo. Può raggiungere galassie lontanissime, generare vita, decretare morte, poi risorgere in un istante. Può animare l’inanimato perché il suo sogno non conosce limiti.


L’uomo che sogna, ha il potere di un Dio. Il poeta Jorge Louis Borges parla di ” imporre il sogno alla realtà”… I tuoi sogni, non sono una casuale attività di scarico del cervello, non sono frutto del caso, ma hanno una realtà autonoma e chiare possibilità esplicative.


Se desideri andare oltre una mera visione logico-razionale della realtà… Se sei curioso, attento o sensibile a una ricerca e a un tuo sviluppo personale, apri pure questa porta. Passa tranquillamente . Vieni. Troverai una chiave, un passaggio e una formula preziosa. Ti sarà utile. Per tutta la vita.


Puoi capire i tuoi sogni se comprendi un “codice”, che da ordine ai pensieri, che avvicina alle implicazioni, che induce ai risvolti più manifesti o segreti. E puoi farlo chiunque tu sia e qualsiasi cosa tu faccia. Lo farai progressivamente sempre meglio, con qualche riferimento di tanto in tanto, soprattutto per piantare nuovi semi. E soprattutto, lo puoi fare molto autonomamente. Il sogno non deve essere più solo legato a interpretazioni di esperti, fruibile da pochi e in luoghi riposti e appartati.. I tuoi sogni sono tuoi ma sono anche un patrimonio comune…Gli uomini da sempre fanno gli stessi sogni…


Un tempo, “l’uomo antico”dava al sogno un valore immenso Francesco di Assisi dice : “Il signore mi ha rivelato essere suo volere che io fossi un pazzo nel mondo”. Dove avviene questa rivelazione? Semplicemente, di solito attraverso il sogno. E…all’improvviso, un giovane che ha tutto si priva di tutto e trasforma radicalmente la sua vita. Nel 1209 seguito da un gruppo di giovani vestiti di stracci parte da Assisi e va a Roma dove il papa, Innocenzo III, vede e teme eretici ed eresie ovunque. Francesco va a rischiare il rogo comportandosi appunto come un invasato, come un pazzo nel mondo. Alla fine otterrà il primo assenso orale all’Ordine francescano ma non l’approvazione della sua Regola. Questa andrà riscritta perché troppo radicale, troppo dura e inattuabile.


Qui il sogno è concepito come un messaggio divino, come un premonitore, come un segno che indica la via. Un confine che traccia una svolta tra la vita vecchia e la vita nuova e offre soluzioni ai problemi e ai turbamenti.


La teoria psicologica della psicoanalisi, secoli dopo (siamo nell’anno 1900) eleva i sogni e i residui diurni, quello che noi riusciamo a ricordare al risveglio, a materiale interpretabile da cui ricaviamo precisi significati. Da ora il sogno diviene la via maestra per l’inconscio.


La teoria psicoanalitica si fonda su due presupposti.


Nel mondo mentale nulla avviene per caso ma tutte le cose seguono rapporti di causa ed effetto(determinismo psichico)
La coscienza è qualcosa di quantitativamente ridotto nei nostri processi psichici. La maggior parte degli eventi mentali della nostra vita avviene nelle profondità inconsce. (eccezionalità della coscienza).
L’immagine dell’iceberg spiega bene questo passaggio. La massa di ghiaccio emersa sembra imponente, ma è ben poca cosa rispetto all’enormità di quella sommersa. La vita cosciente è irrisoria rispetto alla nostra vita inconscia.


Conscio e inconscio dovrebbero integrarsi, essere in perfetta armonia, completarsi a vicenda. Oggi “l’uomo economico”, è un gigante, “l’uomo psicologico” un nano. Il primo schiaccia e sovrasta sempre il secondo. Rifletti sulle implicazioni che ne conseguono…


Una parte del nostro inconscio contiene una moltitudine di pensieri, impressioni, immagini, percezioni, ricordi, sensazioni e tanto altro ancora, che temporaneamente sommersi non sono mai venuti meno e continuano ad esistere e in qualche modo a influenzarci. Immagina un auto che svolta e scompare dietro un angolo di strada. Non si è dissolta è semplicemente inaccessibile alla vista. Qualcosa che esce dal campo della nostra percezione non cessa di esistere. L’inconscio annota in modo semplicemente silenzioso e strabiliante tutto ciò che avviene o ci passa per la mente nella nostra vita. Questo materiale formato anche da pensieri razionali, irrazionali, conclusioni, induzioni, deduzioni, premesse e da ogni sorta sentimento o da pensieri di natura affettiva, sprofonda o riaffiora continuamente. Alcuni contenuti svaniscono, altri ricompaiono con una precisione impressionante(ipermnesia del sogno). Pensa ad esempio alla minuzia di un ricordo d’infanzia che ritorna e che tu non sapevi di possedere…


Attenzione ora… L’inconscio non è però solo un immenso deposito del passato. Dall’idioma dei sogni e dei simboli, dalle buie e segrete profondità della psiche si generano e affiorano nella coscienza pensieri, idee e intuizioni completamente nuove e mai viste prima. E ancora possibilità, ipotesi e soluzioni a problemi. Le ninfee sono fiori bellissimi che crescono nel fango. L’inconscio è quindi anche un generatore di inedito e di originale i cui contenuti non possono ad essere spiegati solo in termini di deposito di memorie.


Paradossalmente, mentre nella vita cerchiamo incessanti riferimenti, consultiamo continuamente esperti, specialisti e consulenti di ogni tipo per ogni cosa e ovunque, ignoriamo bellamente il saggio che è in noi.


Qui, il nostro inconscio, diviene un saggio creativo, una grande guida, un amico devoto, un fidato consigliere della coscienza. Ma noi per crassa ignoranza non riusciamo a capirlo e non ne proviamo alcuna vergogna.


Ora guarda e osserva un poco lo schema successivo. E fatto solo di tre parti e di sei punti. Ciò perché la semplicità è sempre un punto di arrivo e mai di partenza. Da essa inizia un codice esplicativo- interpretativo che unito al tuo intuito e al tuo inconscio genererà comprensione senza perdita di significatività. Sospetto anche che ti divertirai nello svelarlo… Tienilo sempre davanti fino a che non lo interiorizzi completamente. Tienilo accanto al tuo primo sogno che prima o poi accadrà. Trascrivilo subito al risveglio.


Immaginalo un poco…Giunge l’ora. Tu sognerai…


Codice dei sogni


● Intenzione del sogno
Desiderio


Timore


● Sogni con contenuti
Evidenti


Mascherati


● Libere Associazioni
● Simboli


● Vissuto emotivo


●Parallelismo con la realtà


Immagina di esserti appena svegliato. Ti ricordi e trascrivi il tuo primo sogno con poche chiare semplici parole. Lo potremmo intitolare…?


Una ripida montagna


Cammino verso la cima di una ripida montagna portando un mucchio di libri. La strada sembra senza fine, la vetta lontana. Mi sembra di non fare il minimo progresso. Mi sveglio stanco e depresso.


Prima cosa. Il Codice non è uno strumento statico. Ad ogni sogno parti da un punto diverso. Segui il tuo intuito. Il saggio creativo che è in te ti aiuterà. Fallo sorgere…


Il vissuto emotivo è la parte più sicura del sogno. Il sognatore sa sempre come stava, come si sentiva durante il sogno. La parte più attendibile del sogno è sempre l’emozione che racchiude. Qui afferma chiaramente di essersi svegliato stanco e depresso. All’interno del sogno la strada viene vissuta come senza fine,la vetta lontana e gli sembra di non fare progressi. Sembra tutto molto chiaro.


Quella che chiamiamo l’intenzione del sogno sarà di trasmettere desiderio, piacere, soddisfazione o timore, paura, preoccupazione? I due poli sono sempre opposti e graduati in una scala immaginaria. Sicuramente timore e preoccupazione. Giusto?


Passiamo ora ai simboli presenti. Ricordiamo che un simbolo è sempre multisignificante. Noi identifichiamo e scegliamo il significato che più volevamo esprimere nel nostro sogno. Qui ne vediamo chiaramente tre. Una ripida montagna con una vetta lontana, una strada che sembra senza fine, un carico di libri.


Mettiamo insieme un’ipotesi verosimile da quanto è emerso fino ad ora. Il sognatore è in uno stato di disagio e di difficoltà per non riuscire a raggiungere un obiettivo o qualcosa che si era prefisso o gli stava a cuore. Oppure si sente inadeguato rispetto a un compito, a un ruolo…? Vi sono simboli di lontananza di difficoltà a perseguire. La montagna, la strada che sembra non finire. Ma approfondiamo con l’uso delle libere associazioni. Cosa mi viene in mente quando penso a questa ripida montagna? E annotiamo le prime due cose che ci vengono in mente. Se vogliamo, ma qui non è indispensabile, usiamo la stesse domande rispetto alla vetta lontana o alla strada senza fine. Verosimilmente emergeranno risposte che confermeranno l’ipotesi di partenza. In estrema sintesi l’ipotesi è difficoltà a raggiungere e stanchezza e peso per una situazione di difficoltà. E cosa mi viene in mente rispetto al mucchio di libri che porto? Osserva che, la libera associazione non fa parte del sogno è come un metodo aggiuntivo di analisi che ci aiuta a far chiarezza attraverso materiale integrativo.


Completiamo l’analisi attraverso il parallelismo con la realtà. Nella mia vita di oggi cosa mi rende stanco, stressato e senza risorse? Perché sono inquieto, perché non raggiungo quello che voglio ? Cosa mi sta mancando? Di cosa parla il mio sogno ?


I sogni hanno contenuti piuttosto evidenti o piuttosto mascherati. Il mascheramento è la parte più complessa ma anche forse più interessante del codice dei sogni. L’inconscio filtra e censura tutto l’inaccettabile ma rende accessibile attraverso simboli,distorsioni, sdoppiamenti, condensazioni. Nel caso del nostro sogno, in questo caso, i contenuti sono piuttosto evidenti. Vi sono si alcuni simboli ma non difficilissimi. Impariamo ad analizzare il nostro codice lentamente e con tranquillità. A volte è necessario riflettere anche qualche giorno sul nostro sogno… Intanto possiamo iniziare a fare qualche lettura, soprattutto sulla simbologia, il saggio creativo che emerge da noi stessi ci guiderà.


In questo articolo l’obiettivo non è però fare esercizio sul “codice” ma soprattutto spiegarne i presupposti e le dinamiche. Una iniziale sinteticissima attività di seminario-laboratorio sarà utile per partire con chiari fondamenti e iniziare a vedere con immediate aperture di orizzonti.


Le implicazioni di questa impostazione e i suoi frutti, non li voglio invece trattare. Il sognatore che si appropria dei propri sogni rifletterà autonomamente, nel segreto dei propri pensieri.


Vediamo ora un nuovo sogno, possiamo intitolarlo:


Partita a tennis


Sono su un campo di tennis per una partita di doppio con dei colleghi. Di fatto io gioco perché interrompo sempre la partita e critico e contesto gli altri giocatori, compreso il mio compagno, per le scorrettezze e gli imbrogli che fanno in campo. Cerco di mantenere delle regole e sono adirato perché gli altri imbrogliano continuamente. Resto adirato per tutto il tempo.


Il vissuto emotivo che emerge è appunto di disagio e ira. Il sognatore non fa fronte comunque con efficacia alla realtà. Si lamenta ma non padroneggia la situazione. Il sogno ha qui un contenuto piuttosto mascherato. Una maschera ricorrente é che in genere “tanti sono uno”. Il sognatore ipotizziamo parli di sé del suo rapporto di adattamento con la realtà. Qui i colleghi non centrano, sono probabilmente un pretesto per rendere il sogno accessibile. C’è anche un simbolo centrale da capire molto bene, il campo da tennis. Cos’e in questo caso? La realtà, Il quotidiano,la vita, la partita del vivere? Approfondisco il simbolo del campo da tennis con le libere associazioni. Cosa mi fa pensare d’acchito il mio campo da tennis? Annoto. Estendo l’indagine con le libere associazioni anche al mio cercare di mantenere le regole, di evitare gli imbrogli. Cosa mi fanno venire in mente le regole? E gli imbrogli? Qui l’intenzione del sogno è forse a metà nel senso che il sognatore esprime nel sogno soprattutto il timore e la preoccupazione per i problemi ma forse anche un poco il tentativo e il desiderio di districarsi in qualche modo, seppure per questo gli mancano ancora molti elementi.


I sogni spesso si prestano anche a molteplici interpretazioni e a più letture su piani diversi.


Eccone uno in cui posso trarne tanto.


Nell’oceano


Sono in mezzo all’oceano. Vi sono onde altissime. Nuoto e sto bene cullandomi e dondolandomi. Non ho paura e mi diverto.


Nell’analisi aggiuntiva con le libere associazioni, l’oceano ha fatto pensare a tranquillità e blu, le onde altissime a relax e dondolarsi. Applica il “codice” autonomamente, vedrai che da qualsiasi punto di vista vedi i contenuti: umanistico- esistenziale o relazionale- sessuale , il sognatore o la sognatrice qui..se la godono!…


Nei sogni l’essere umano esprime in modo originale anche energia, forza e visioni…


Un auto supersonica


Sono in città su un auto da corsa. Guido velocissimo a velocità supersonica. Vedo solo luci gialle e rosse e una moltitudine di auto che corre con me a velocità sfrenata. Non ho paura. Vedo solo luci gialle e rosse bellissime e intermittenti in pieno giorno formare tanti quadratini colorati.


Rispetto ai simboli, l’auto rappresenta spesso la forza dell’io, qui non solo è velocissima e guidata senza paura, ma va a velocità supersonica! Penso siamo all’interno di un sogno che esprime forza, desiderio di cimentarsi, di riuscire, ricerca di gratificazione espressa con energia ed entusiasmo. Completa l’analisi degli altri punti e vedi se arrivi alle stesse ipotesi.


L’uomo che sogna e che sa riflettere sui propri sogni governa la sua vita e si apre a vie… inaspettate.

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